Tenuta San Guido - Sassicaia 2012 Lt.0,750 - Copia - enoteca il battello ebbro

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Tenuta San Guido - Sassicaia 2012 Lt.0,750 - Copia

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TENUTA SAN GUIDO - Sassicaia 2012 Lt.0,750
 
 
L'AZIENDA
La Tenuta San Guido prende il nome da San Guido della Gherardesca vissuto nel XIII secolo. Si trova sulla costa Etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma resa celebre dai versi di Giosuè Carducci e si estende per 13 chilometri dal mare fin dietro le colline. Racchiude al suo interno tre eccellenze:
Il Sassicaia, la Razza Dormello Olgiata nei cavalli purosangue e il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri, primo in Italia.
Sono i punti cardinali della Tenuta e ne segnano anche geograficamente il territorio: il Padule verso il mare, il centro allenamento in pianura ed i vigneti che arrivano fino a quasi 400 metri tra la macchia sulle colline.
Una situazione ideale perché con 2.500 ettari a disposizione è stato possibile trovare i 75 ettari più vocati per il Sassicaia. Così eccezionali da meritare una D.O.C tutta loro (D.O.C. Bolgheri Sassicaia) che è l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà.
LE VIGNE
I vigneti della Tenuta San Guido si estendono su una superficie complessiva di circa 90 ettari e sono suddivisi in zone scelte per le particolari caratteristiche sia di esposizione che di composizione del terreno.
Una parte dei vigneti si trovano in collina, ad un' altitudine che va dai 200 ai 300 metri s.l.m. I vigneti San Martino e Mandrioli sono a ridosso delle colline nella zona centrale della Tenuta mentre, gli altri vigneti sono situati più in basso ad un'altitudine sul mare di circa 80 metri.
Il clima è determinante per una corretta e sana maturazione delle uve. Esso è influenzato dal mare e dalle colline retrostanti che lo proteggono dai venti.
I vigneti in zone così diverse sono un importante fattore per la complessità dei vini, e forniscono una scelta insuperabile a seconda dell’andamento climatico per la vendemmia.
A conferma di ciò, un recente studio dell’Università di Pisa ha messo in luce l’assoluta unicità dei vigneti della Tenuta San Guido per tipologia di terreno, rispetto all’intera zona circostante.
I vigneti, allevati a cordone speronato, producono circa 55-60 Q.li di uva per ettaro.
Il sistema di allevamento e la bassissima resa di uva per ceppo, danno un prodotto sempre sano e ricco in zucchero, tannini ed estratto.
LA CANTINA
Per molto tempo Castiglioncello di Bolgheri è stato usato come cantina del Sassicaia. Questa era un’ottima soluzione finché i pochi vigneti erano vicino al castello.
Allo sviluppo di nuove vigne, seguí un’espansione della cantina.
Quest’ultima non poteva più trovarsi sul punto più alto al livello del mare visto che le vigne erano oramai sparse su tutta la tenuta.
Una posizione centrale fu trovata negli anni sessanta.
Qui è dove si trova tuttora: sul viale dei cipressi, vicino all' Oratorio di San Guido che dà il nome alla tenuta.
La nuova cantina d'invecchiamento del Sassicaia è stata progettata dall' architetto Agnese Mazzei, ed è situata accanto alla cantina di vinificazione in fondo al viale dei cipressi di Bolgheri.
SASSICAIA
Negli anni venti, studente a Pisa, Mario Incisa della Rocchetta sognava di creare un vino di razza. Il suo ideale, come per l'aristocrazia dell'epoca, era il Bordeaux.
Così lo descrive in una lettera a Veronelli del 11/6/1974.
”…l’origine dell’esperimento risale agli anni tra il 1921 e il 1925, quando, studente a Pisa e spesso ospite dei Duchi Salviati a Migliarino, avevo bevuto un vino prodotto da una loro vigna sul monte di Vecchiano che aveva lo stesso inconfondibile “bouquet” di un vecchio Bordeaux da me appena assaggiato più che bevuto, (perché a 14 anni non mi si permetteva di bere vino) prima del 1915, a casa di mio nonno Chigi.”
Essendosi stabilito con sua moglie Clarice nella Tenuta San Guido sulla costa Tirrenica, sperimentò alcuni vitigni francesi (le cui barbatelle aveva recuperato dalla tenuta dei Duchi Salviati a Migliarino, e non dalla Francia) e concluse che il Cabernet aveva "il bouquet che ricercavo".
Nessuno aveva mai pensato di fare un vino "bordolese" in Maremma, una zona sconosciuta sotto il punto di vista vinicolo.
La decisione di piantare questa varietà nella Tenuta San Guido fu in parte dovuta alla somiglianza che egli aveva notato tra questa zona della Toscana e Graves, a Bordeaux. Graves vuole dire ghiaia, per il terreno sassoso che distingue la zona, proprio come Sassicaia, in Toscana, denomina una zona con le stesse caratteristiche.
Dal 1948 al 1967, il Sassicaia rimase dominio strettamente privato, e fu bevuto solo nella Tenuta.
Ogni anno, poche casse venivano messe a invecchiare nella cantina di Castiglioncello.
Il marchese ben presto si rese conto che invecchiando il vino migliorava considerabilmente. Come spesso accade con i vini di grande levatura, quelli che prima erano considerati difetti, col tempo si trasformarono in virtù.
Ora amici e parenti incitavano Mario Incisa ad approfondire i suoi esperimenti e perfezionare il suo stile di vinificazione rivoluzionario per quella zona.
L'annata del 1968 fu la prima ad essere messa sul mercato, con un'accoglienza degna di un Premier Cru Bordolese.
Negli anni seguenti la cantina venne trasferita in locali a temperatura controllata, tini d'acciaio rimpiazzarono i tini di legno per la fermentazione, e le barriques francesi vennero introdotte per l'invecchiamento.
SASSICAIA 2012
Sassicaia è senza dubbio uno dei più celebri vini italiani nel mondo. Proviene da un vigneto di 75 ettari particolarmente vocato, in cui le parcelle presentano caratteristiche differenti, con formazioni calcaree e un alto contenuto sassoso, particolarità da cui deriva probabilmente il toponimo “sassicaia”. L’esposizione dei terreni è ad ovest e sud-ovest. La fermentazione avviene in acciaio, a temperatura controllata, con macerazione sulle bucce di circa 10 giorni. L’affinamento del Bolgheri Sassicaia DOC della Tenuta San Guido si svolge in barrique di rovere francese, per 24 mesi, con successiva sosta in bottiglia.
Il Sassicaia si presenta con un colore rubino intenso, concentrato e profondo. Il profumo è complesso con sentori di frutti rossi e molto elegante. Il sapore è potente, concentrato, di grande spessore, con tannini dolci ed equilibrati. In bocca è ricco e denso ma contemporaneamente armonico ed elegante. Decisamente lunga la persistenza, con uno spessore organolettico di grande importanza e con un corredo polifenolico che assicurano a questo vino una straordinaria longevità.
Un’annata particolare in Toscana con un caldo ma niente siccità, condizioni che in vigneti eletti come quelli del Sassicaia permettono una maturazione comunque perfetta del Cabernet Sauvignon danno la luce a questa per ora primizia dalle prospettive entusiasmanti. Finora i “2” del Sassicaia non sono stati memorabili ma quest’annata pare sfatare il tabù con un vino integro succoso ma con una eleganza per ora ammantata di rabbia e gioventù perché l’imbottigliamento è stato davvero fatto praticamente ieri. Eppure il Sass è già lui con le note inconfondibili da gentleman di macchia con alloro, elicriso, menta e sandalo a stagliarsi su un sottofondo incantevole e intenso di cassis e mirtillo. Ma soprattutto è la cifra del tannino ad essere compiuta precisa e un metronomo per come dirige il traffico nel palato. A tratti trascinante , a tratti più morbido e disteso, ha un finale lungo e promettente che lo proiettano davvero molto in avanti ma che lo rendono godibilissimo anche in questo stato davvero embrionale.
Denominazione: D.O.C. Bolgheri Sassicaia
Prima vendemmia: 1968
Uvaggio: 85 % Cabernet Sauvignon 15 % Cabernet Franc
Gradazione Alcoolica: 13,5%
Consumo ideale: 2012/2025
Temperatura di servizio: 16/18 °C    Si consiglia di conservare la bottiglia coricata e di stapparla alcune ore prima del consumo.
Note di Degustazione:Colore rosso granato brillante e intenso. Profumo ampio e persistente, penetrante, con note di marasca su fondo erbaceo unito a sentori di legno aromatico, vaniglia e toni speziati. Sapore asciutto, armonico, molto lungo nel suggerire nel retrogusto le sensazioni olfattive.
Vino rosso rubino profondo e compatto. L'aroma ampio ed elegante, con sentori di bergamotto, macchia mediterranea, mirtilli, grafite e confettura di amarena. Il gusto armonioso e polposo, con tannini vellutati e golose note tostate.
Colore: Rosso granato brillante e intenso. Rubino profondo.
Profumo: Ampio e persistente, penetrante, con note di marasca su fondo erbaceo unito a sentori di legno aromatico, vaniglia e toni speziati. Note fruttate di amarene, mirtilli e ribes nero si fondono su aromi di chinotto, cioccolato, grafite e macchia mediterranea
Sapore: Asciutto, armonico, molto lungo nel suggerire nel retrogusto le sensazioni olfattive. Equilibrato, pieno ed elegante con tannini morbidi e levigati e una lunga persistenza
Abbinamenti: carni rosse, cacciagione.  Si sposa deliziosamente a secondi piatti raffinati a base di carni rosse o cacciagione. Ottimo con grigliate di carne, arrosti e filetti di manzo o con i piatti della tradizione toscana, a base di cinghiale e formaggi di media e lunga stagionatura.
Particolarmente indicato per i cibi dal sapore intenso e prodotti da caccia, in particolar modo il piccione arrosto, i filetti alla bordolese, i formaggi dal sapore deciso. Consigliato anche il semplice abbinamento con qualche gheriglio di noce. Carni bianche e rosse, pesce, antipasti, primi piatti, cacciagione, formaggi a media stagionatura.
Tipologia dei terreni: I terreni su cui insistono i vigneti hanno caratteristiche morfologiche varie e composite con forte presenza di zone calcaree ricche di galestro e di sassi e parzialmente argillosi; si trovano a un’altitudine compresa fra i 100 e i 300 metri s.l.m., con esposizione a ovest/ sud-ovest.
Sistema d’allevamento: Cordone speronato
Densità d’impianto: Da 3.600 ceppi/ha a 5.550 ceppi/ha per impianti più vecchi e 6.200 ceppi/Ha per impianti più recenti.
ClimaDel tutto particolare l’andamento climatico del 2012. Autunno e Inverno abbastanza rigidi e prolungati, con ripetute precipitazioni nevose in gennaio, assai rare nella zona. Una condizione climatica ottimale per le piante arboree per le necessità fisiologiche delle piante e anche per l’eliminazione naturale dei parassiti. La primavera è partita in leggero ritardo con inizio del germogliamento con circa 15 giorni di ritardo rispetto alla media. Dalla seconda settimana di Maggio le temperature hanno teso a alzarsi accelerando l’arrivo dell’estate. In metà Giugno alcune piogge si sono rese miracolose per le piante e per le riserve idriche del terreno. Luglio e Agosto sono stati mesi molto caldi, con temperature sopra le medie stagionali. Ma grazie alla particolare giacitura dei terreni ove insistono i vigneti dell’azienda, profondi, freschi, posizionati in collina e circondati dalla macchia mediterranea, non hanno assolutamente risentito dei picchi di calore che specialmente in Agosto si sono fatti maggiormente sentire. Il germogliamento tardivo, venti marini in sede di allegagione e il caldo repentino arrivato a fine primavera hanno ridotto la produzione, facendo si di garantire una naturale e ottimale distribuzione del carico di uve a pianta, a beneficio di un’ invaiatura e di una successiva maturazione fenolica delle uve che sisono svolte in modo ottimale e senza mai risentire di stress idrici o di eventi di surmaturazione.
Vendemmia:La vendemmia, rigorosamente a mano, è iniziata con le uve di Cabernet Franc, che per prime hanno raggiunto l’ottima maturazione fenolica, nei primissimi giorni di Settembre, proseguendo con quelle di Cabernet Sauvignon dalla prima decade di Settembre e poi concludersi, con le uve dei vigneti delle alture di Castiglioncello di Bolgheri, tra la fine di Settembre e i primissimi giorni di Ottobre. Uve sane, invaiatura perfetta e assenza di acinellatura hanno consentito un perfetto svolgimento delle operazioni di raccolta.
VinificazionePressatura soffice delle uve e successiva fermentazione in acciaio a temperatura controllata intorno ai 30° - 31°C (senza aggiunta di lieviti esterni), con macerazione media di circa 9-12 giorni sia per il Cabernet F. che per il Cabernet S. Interventi frequenti di rimontaggi dei mosti e délestages. Successiva fermentazione malolattica sempre in acciaio.
Invecchiamento:Al completamento della fermentazione malolattica, il vino viene posto in barrique di rovere francese dove si affina per un periodo di 24 mesi prima dell’imbottigliamento e di una successiva fase di affinamento in vetro prima della commercializzazione.
PREMI E RICONOSCIMENTI
Guida del Gambero Rosso “Vini d’Italia”: 3 bicchieri rossi - Eccellenza assoluta. Solo 305 su 18000.
Guida L'Espresso: 5 Bottiglie - Un vino eccellente
Robert Parker: 93/100
Wine Spectator: 93/100
James Suckling95/100
Duemila Vini AIS: 5 grappoli
Vitae AIS: 4 viti - Uno dei migliori vini in assoluto



 
 



 
 
 
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