Ornellaia e Masseto Società Agricola - Masseto 2004 Lt.0,750 - enoteca il battello ebbro

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Ornellaia e Masseto Società Agricola - Masseto 2004 Lt.0,750

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ORNELLAIA E MASSETO SOCIETA' AGRICOLA - Masseto 2004 Lt.0,750
 
 
ORNELLAIA
Ornellaia fu fondata nel 1981, nelle vicinanze del paese di Bolgheri, sul litorale toscano. L'unicità di queste località è stata descritta dal grande poeta Giosuè Carducci, che celebrò il monumentale viale dei cipressi che conduce a Bolgheri. La pianura costiera è il rifugio naturale di numerosi uccelli migratori e altre specie protette. Nel cuore di questa natura straordinaria si dispiegano i filari di Ornellaia.
FILOSOFIA DI PRODUZIONE
La filosofia di produzione dell’azienda è focalizzata su un solo obiettivo: la qualità. E questo obiettivo si può raggiungere solo attraverso una serie di scelte importanti, sin dal vigneto, e un’attenzione assoluta ai dettagli. In nessuna fase del processo produttivo sono consentite scorciatoie. È grazie a questa filosofia che riusciamo a ottenere le uve migliori in base alle caratteristiche climatiche di ogni annata.
Durante la vendemmia, all’inizio di settembre, raccogliamo i grappoli dopo una scelta accurata frutto di analisi e prove empiriche. L’assaggio delle uve, in particolare, consente di valutare al meglio la maturazione dei tannini e l’equilibrio dei grappoli, per stabilire il momento migliore per la vendemmia e la tecnica di vinificazione per le uve di ogni appezzamento. Le uve sono sottoposte a una duplice selezione: un primo tavolo di cernita, in cui si verifica la qualità di ogni grappolo, quindi un secondo controllo per la rimozione di ogni residuo di vegetazione.
Le uve di ogni cru fermentano separatamente, poiché ogni vino base contribuisce alla creazione del blend finale, in virtù delle condizioni specifiche di quel particolare vigneto: combinazione di suolo, esposizione climatica e naturalmente tipologia di vitigno, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc o Petit Verdot. Solo dopo un anno di affinamento in botte i vini base vengono assemblati, rispettando due criteri principali: il primo è l’espressione dell’eleganza e dello spirito di Ornellaia, il secondo è lo stile dell’annata. In questo caso, la cura per il dettaglio significa che, sebbene tutte le uve siano coltivate per la creazione di Ornellaia, non necessariamente raggiungono il livello di qualità e carattere richiesto per contribuire all’assemblaggio finale. Se la qualità non è idonea, le uve confluiscono nel blend per il secondo vino di Ornellaia, “Le Serre Nuove dell’Ornellaia”.
Questo “second vin” fu prodotto per la prima volta nel 1997, un’annata a 5 stelle, in seguito alla scelta di compiere una selezione ancora più rigorosa durante l’assemblaggio dei vini base di Ornellaia. Completa la gamma Le Volte dell’Ornellaia, un assemblaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese, che unisce gradevolmente i migliori terroir toscani con la ricchezza di complessità e struttura dei vitigni mediterranei.
Ornellaia si pone come impegno principale il perseguimento dell’eccellenza. Ogni decisione riguardante i vigneti, la cantina o la commercializzazione, per quanto apparentemente irrilevante, influenza la qualità e la reputazione di Ornellaia. I vini di Ornellaia, ispirati alla natura e perfezionati dall’uomo, hanno un carattere distintivo e un’origine unica.
VINI
La filosofia produttiva dell’azienda si fonda sulla convinzione che il vino debba essere l’espressione più fedele del terroir che lo produce. Ogni aspetto della produzione è improntato al rispetto per il territorio unico in cui sorge l’azienda: quantità limitate per ottenere la massima qualità, attenzione a ogni singolo dettaglio, vendemmia selettiva eseguita a mano, microvinificazione e affinamento.
IL VIGNETO DEL MASSETO
In cima alla collina del Masseto, a un’altitudine di circa 120 metri sul livello del mare, il terreno è composto da argille sciolte e sabbie ricche di ciottoli, una combinazione che ha la capacità di creare vini di grande eleganza 
LA FORZA DELLA NATURA
La Natura è, ovviamente, la prima artefice del Masseto. Sono stati eventi accaduti milioni di anni fa a dare al terreno di questa collina le sue caratteristiche così uniche. Dove ora risiede il vigneto del Masseto, infatti, un tempo c’era una palude costiera sulla quale si formarono nel corso dei secoli depositi argillosi sovrapposti a “invasioni marine” che hanno aumentato la salinità del substrato. Inoltre, nelle epoche successive, le argille sono state coperte dagli spessi depositi derivati dall’erosione delle colline, che erano allora montagne, e in alcuni casi vulcani. Questi depositi includevano ghiaia, sabbie, diversi tipi di argille e frammenti rocciosi. I terremoti, gli shock più violenti che ci potessero essere, ripiegavano gli strati della terra, e fu grazie a uno di questi eventi che affiorarono le argille plioceniche.
QUANDO IL CALORE E LA FRESCHEZZA SI COMBINANO MERAVIGLIOSAMENTE
Il vigneto del Masseto gode di un clima particolare. Il sole del Mediterraneo splende sopra le viti durante il corso di tutto l’anno mentre un vento delicato fa sì che le temperature restino moderate durante l’estate. I terreni freschi, insieme al clima mite e generoso, evitano che la vite soffra la siccità e permettono ai grappoli di maturare gradualmente. Pur essendo insolite per il Merlot, queste condizioni climatiche contribuiscono ad assicurare che il Masseto abbia quella sua incantevole combinazione di maturità e freschezza.
LA NASCITA DI MASSETO
Perché piantare una vigna sulla collina del Masseto? Tra i primi a rendersi conto delle potenzialità del grande terroir della collina del Masseto, fu il grande enologo russo-americano Andrè Thcelicheff, un uomo dalla lunga esperienza che contribuì al concepimento del Masseto all’inizio degli anni Ottanta. Andrè Thcelicheff era un visionario, un uomo capace di unire conoscenza e ispirazione. Amava il Merlot e percepì immediatamente che la collina del Masseto, grazie al suo caratteristico terroir e alle sue condizioni climatiche insolite, era un posto da sogno, dove il Merlot avrebbe potuto esprimersi in tutta la sua bellezza. Seguendo i suoi preziosi consigli, lo staff del Masseto piantò la vigna e s’impegnò a trasformare in realtà, nel corso degli anni, questa visione.
LA COMPLESSITA' DEL TERROIR DEL MASSETO
In cima alla collina del Masseto, a un’altitudine di circa 120 metri sul livello del mare, i terreni sono composti da argille sciolte e sabbie ricche di ciottoli, elementi che regalano al vino una decisa eleganza. Questa è la zona chiamata “Masseto Alto”. “Masseto Centrale” è la parte centrale del vigneto del Masseto, che determina l’anima e la spina dorsale del vino. Con pendenze del 10%, la grande percentuale di argille plioceniche sui lati della collina definisce il carattere di questo terroir, offrendo potenza, concentrazione e apporto tannico. Vale a dire grande carattere, struttura e longevità. Infine, i filari più bassi crescono su terreni meno argillosi, dando al vino la sua ampiezza, la morbidezza e la sua generosità. Quest’ultima zona è il “Masseto Junior”. In ognuna di queste tre zone ci sono aree più piccole in cui le uve maturano in momenti differenti e che quindi richiedono di essere vendemmiate separatamente. Un mosaico così complesso ovviamente si riflette nel vino, mostrando grande complessità e ricchezza di sfaccettature.
L’IMPORTANZA DELLE ARGILLE NEL TERRENO DEL MASSETO
Grazie alla loro struttura minerale, le argille presenti sulla collina del Masseto riescono ad assorbire e conservare almeno tanta acqua quant’è il loro peso. Il terreno argilloso è pertanto sempre fresco. La terra, tuttavia, deve essere lavorata costantemente, soprattutto in estate, per ottenere la combinazione ideale di fattori necessari alla vite: sole per le foglie e acqua per le radici. In questo modo i grappoli crescono gradualmente, senza stress, e con una perfetta maturazione dei polifenoli. Insomma, nelle migliori condizioni possibili.
LA DISPOSIZIONE DEI FILARI SULLA COLLINA DEL MASSETO
La disposizione dei filari nel vigneto del Masseto è di fondamentale importanza. I filari sono piantati in modo perpendicolare rispetto alla pendenza massima della collina. Questo fa sì che le piogge estive penetrino lentamente nel terreno, senza scivolare via con violenza. L’allevamento è a cordone speronato, con un numero di gemme e una resa che varia significativamente in base alla vigoria di ciascuna vite. Il loro sviluppo è ulteriormente favorito dal lavoro manuale dei viticoltori che diradano circa il 5-10% della produzione per far sì che la pianta raggiunga il suo equilibrio ottimale.
LA VENDEMMIA
La ricerca dell’eccellenza comincia da subito, dal primissimo momento. La raccolta del Masseto, pertanto, è oggetto di molteplici attenzioni: quando bisogna iniziare a raccogliere in ciascuno degli appezzamenti che compongono il vigneto Masseto? Perché raccogliere solo manualmente? Perché raccogliere solo alcuni grappoli e lasciare gli altri finché non saranno perfettamente maturi?Oltre ai necessari criteri tecnici, sono ancora l’esperienza umana e l’interpretazione, l’abilità e la passione a governare queste scelte. 
Decidere quando iniziare la vendemmia è uno dei momenti più importanti. Lo staff del Masseto convive con le viti e se ne prende cura per tutto l’anno, seguendole come se fossero dei figli. La loro ragguardevole conoscenza dei diversi appezzamenti che compongono il mosaico del vigneto del Masseto permette di trattare ogni appezzamento singolarmente e con grande cura. Con l’avvicinarsi della vendemmia, la squadra assaggia ripetutamente l’uva per seguire la sua evoluzione e decidere quando è il momento migliore per cominciare la raccolta in ogni appezzamento. Una decisione fatta su misura. La durata della vendemmia varia significativamente in base al singolo appezzamento all’interno del vigneto e può passare anche un mese, dall’inizio alla fine, cominciando solitamente con il “Masseto Alto” e finendo con il “Masseto Centrale”.
“Ogni anno la vendemmia del Masseto richiede decisioni importantissime. Il vigneto del Masseto è particolarmente complesso, con tre aree molto differenti (Alto, Centrale e Junior) e, tra queste, si aggiunge un incredibile mosaico di singoli appezzamenti i quali, a causa delle caratteristiche peculiari di ciascuno, si comportano in modo differente da un anno all’altro. L’agronomo e l’enologo percorrono il vigneto attraverso i filari per individuare le caratteristiche dell’annata e decidere quando raccogliere in ogni singolo appezzamento. Nel prendere queste scelte sono guidati sia dalle impressioni raccolte assaggiando le uve, sia dai dati ottenuti dalle analisi di laboratorio. La regola è molto semplice: è sempre il palato ad avere l’ultima parola!”
Leonardo Raspini
Agronomo e General Manager
PASSIONE E ATTENZIONE
Durante il corso dell’anno, mese dopo mese, stagione dopo stagione, lo staff “convive”, letteralmente, con le viti, seguendo ogni passo della vegetazione e permettendo il suo sviluppo appropriato.
Quest’attenzione e cura culminano con la vendemmia.
In questo momento speciale, l’uva è raccolta un grappolo alla volta, nelle prime ore del giorno, quando l’aria è ancora fresca dalla notte precedente, e maneggiata con estrema cura.
Questo permette di conservare la fragranza dell’uva, arricchendo la complessità del bouquet del Masseto.
Una volta in cantina: rigore e attenzione al dettaglio
LA VINIFICAZIONE E L'AFFINAMENTO
I grappoli del Masseto vengono sottoposti a una doppia selezione, prima e dopo la diraspatura. In pratica ogni singolo acino è controllato con attenzione mentre avanza lentamente sul tavolo di cernita e viene scartato se non è perfetto per proseguire verso le vasche di fermentazione. A questo punto l’uva prosegue nelle cuverie, dove la tecnologia più avanzata dell’acciaio unisce le sue forze con la tradizione del legno. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox di ultima generazione che permettono un perfetto controllo della temperatura. Durante questa fase, l’avanzamento della fermentazione in ciascun serbatoio, che rappresenta un determinato appezzamento del vigneto, viene seguita metodicamente grazie ad assaggi giornalieri.
“Queste vinificazioni “su misura” ci permettono di controllare e assicurare che ogni singola porzione o appezzamento del vigneto del Masseto esprima nel modo più fedele possibile il suo carattere: il potere e la struttura del “Masseto Centrale”, il più raffinato, il carattere più spigoloso del “Masseto Alto”, e la morbidezza e il calore del “Masseto Junior”.
A questo scopo, le temperature di fermentazione, il numero di rimontaggi, e anche la durata della macerazione sulle bucce possono cambiare da un vino base all’altro e da un anno all’altro,”
commenta l’enologo Axel Heinz.
QUANDO L'INVECCHIAMENTO E' MOLTO PIU' DI UNA ATTESA
Dopo la loro nascita nelle vasche, i diversi vini base inizieranno il loro invecchiamento separatamente in barrique. Anche questo è un momento di scelta per quanto riguarda la durata dell’invecchiamento: il legno può dominare, nascondere o anche trasformare un vino, oppure può essere funzionale a esso, rispettandolo e valorizzando la sua personalità. Quale legno può esprimere e rispettare meglio il carattere del Masseto? Per prima cosa cerchiamo rovere della grana più fine possibile, necessariamente proveniente dalla foresta del Massiccio Centrale in Francia. Poi vogliamo una media tostatura, per rispettare appieno l’incantevole fruttato del Masseto e valorizzare sia la sua struttura che l’eleganza.
QUANDO MASSETO DIVENTA MASSETO. PASSIONE, GUSTO E POESIA DELL'ENOLOGO.
In seguito arriverà il momento cruciale quando le differenti basi dovranno essere assemblate per comporre il Masseto. Questa è probabilmente la decisione più importante ed emozionante che l’enologo, Axel Heinz, possa fare. L’obiettivo è esprimere al tempo stesso l’inconfondibile personalità del Masseto e il carattere specifico dell’annata; combinare armonicamente le tante sfaccettature date da ogni appezzamento e riflettere sia l’essenza del terroir che quella della particolare vendemmia. È come scrivere un nuovo capitolo dello stesso libro, o comporre un nuovo concerto per lo stesso autore: una creazione che avviene sempre con lo stesso spirito. Non è di certo un compito facile, ma quanto è affascinante e coinvolgente! Basta pensare alle aspettative degli appassionati del Masseto, a quello che penseranno di questa nuova interpretazione di un carattere che riconoscono e hanno imparato ad amare, e che, speriamo, acclameranno anche in questa annata.
“Non tutti i vini base che nascono nel vigneto del Masseto sono all’altezza del nome”, dice l’enologo Axel Heinz, che, continua "La decisione di scartarli può dipendere o dalle performance deludenti durante le successive degustazioni, o, più semplicemente, dal fatto che non sono del tutto in armonia con gli altri vini base che abbiamo selezionato."
E POI ANCORA PAZIENZA, E, DI NUOVO, ANCORA ATTENZIONE....
Dopo il blend, il Masseto torna nelle barrique per un secondo anno di maturazione durante il quale viene disturbato il meno possibile. Solo controlli periodici.
Lasciamo al tempo la possibilità di perfezionare il lavoro dell’uomo!
Un’ulteriore decisione, tuttavia, va presa prima dell’imbottigliamento: chiarificare o no, il vino?
È necessario ammorbidire un po’ la ruvidità dei tannini?
A volte sì, ma non se questo pregiudicherà l’equilibrio. Ciò che ci importa, in questo caso, è preservare il più possibile l’ampia e ricca personalità del Masseto.
E, anche in questo caso, la decisione è sempre fatta dallo stesso vino, e solo dopo altre degustazioni! Il vino, infine, raggiunge la linea d’imbottigliamento in cui la velocità permette di assicurare una qualità uniforme, dalla prima all’ultima bottiglia.
Dall’inizio della vendemmia fino all’uscita del Masseto passano tre anni molto intensi, scanditi dal rispetto per la natura e per il tempo, dall’attenzione costante e ossessiva, e da decisioni prese con grande cognizione e attenzione.
MASSETO: C'E' CHE LO RENDE MAGICO?
Saranno forse i sette ettari dove nasce, con quel terroir così vocato, il mosaico di piccoli appezzamenti e la sua perfetta affinità con il Merlot?
Sarà il clima mediterraneo, con le brezze che soffiano dal mare unendosi alla perfezione col calore del sole?
Saranno la passione e la dedizione che guidano tutti quelli che dedicano il loro talento e la loro abilità alla sua nascita, alla sua crescita, al suo sviluppo?
Sarà l’impegno per raggiungere l’eccellenza, l’ossessione per ogni più piccolo dettaglio?
Sarà l’impressionante complessità, la sua struttura così splendidamente bilanciata? La sua integrità senza tempo?
La sua estrema rarità?
Il valore che riesce ad aggiudicarsi ogni volta, nelle aste internazionali?
Sarà il profondo e fedele apprezzamento dei suoi appassionati, in giro per il mondo?
Le risposte a queste domande sono le chiavi che ci permettono di accedere al mondo complesso del Masseto.
Ma, al di là di ogni spiegazione, molto resterà intriso di mistero, lasciando ancora spazio alla scoperta, alla meraviglia.
Il Masseto è un vino molto speciale, un vino che va ben oltre l’eccellenza.
Rappresenta un mondo unico, una scelta estremamente vicina ai valori incarnati dalla terra e dal lavor
MASSETO 2004
Le variazioni climatiche conferiscono a ogni annata di Masseto una sua “voce”, mentre il terroir e la dedizione costante dei talenti che lo creano, gli attribuiscono la sua personalità unica e senza tempo. Così, ogni annata di Masseto è un tutt’uno con le altre, come un singolo capitolo di un intero libro.
Il primo vino prodotto dal vigneto del Masseto è quello della vendemmia del 1986. Si chiamava semplicemente “Merlot”. Il nome Masseto è apparso in etichetta con la vendemmia del 1987. Masseto è un vino dalla grande e complessa personalità in cui la struttura notevole si combina sempre con una bellissima eleganza. Ogni annata ha la sua identità e rappresenta, per il piacere dei suoi appassionati, le incredibili possibilità d’interpretazione che le variazioni del clima possono offrire: la nobile opulenza del 2001, la densa struttura tannica del 1998, o la grande eleganza del 2007… Così ogni annata del Masseto è unica, e, al tempo stesso, è un tutt’uno con le altre. Rappresenta dunque una singola testimonianza della speciale alleanza tra terroir, clima e talento umano che definisce il Masseto, e insieme dimostra il valore senza tempo di questo vino.
CLIMA ED ANNATA
Il 2004 potrebbe essere definito come un’annata da manuale. Il clima è stato caratterizzato da un inverno con piogge sufficienti e temperature mai eccessivamente fredde. La primavera è stata soleggiata con occasionali temporali di breve durata. Il germogliamento si è verificato fra il 30 marzo e il 10 aprile. Alla fioritura si è evidenziata un'alta fertilità delle gemme (frutto delle temperature elevate nel Giugno dell’anno precedente) ma la, resa potenzialmente elevata, è stata mantenuta entro i limiti qualitativi desiderati da un deciso e ripetuto diradamento delle uve.
L’estate è stata caratterizzata da un inizio mite con temperature moderate e un mese d’Agosto soleggiato e molto caldo. Queste condizioni ideali, hanno permesso uno sviluppo fisiologico omogeneo e regolare dei Merlot del vigneto Masseto.
Nel periodo di vendemmia, le piogge non hanno mai interrotto la maturazione delle uve, consentendo pertanto di disporre del tempo sufficiente per stabilire la data perfetta della vendemmia di ogni parcella.
Per il Masseto la vendemmia è iniziata con la parte alta del vigneto il 13 Settembre. La parte bassa e quella centrale sono stati raccolte fra il 17 e il 21 del mese.
Denominazione: IGT Toscana
Vitigno: Merlot
Gradazione alccolica: 15%
Colore:  Il colore è intenso e cupo. Vino concentrato, potente e di un’intensità immediatamente percepibile.
Profumo: all'olfatto si percepisce una grande intensità fruttata sottolineata da note finemente speziate e minerali.
GustoLa bocca è opulente sempre caratterizzata da una trama tannica fitta e densa, di grande lunghezza e fermezza. Il finale si prolunga su note finemente tosate e cioccolatose. Un grande Masseto di finezza ed eleganza, ma sempre maestoso. Al palato è denso e ampio, intensamente fruttato con tannini alla stesso tempo dolci e di grande fermezza.
Temperatura di servizio18 – 20 °C
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Frutto di un’annata in cui il Merlot ha raggiunto una perfetta maturazione, il Masseto 2004 esprime una grande complessità aromatica con le tipiche note di prugna e ciliegia nera, ma anche toni floreali e sottilmente tostati. In bocca la ricchezza della frutta matura è sostenuta da una struttura tannica densa e larga e una fresca acidità. L’equilibrio tra l’opulenza, la potenza e l’eleganza ne fanno un’espressione classica del suo territorio, unico nel suo genere a Bolgheri e in Toscana.
ABBINAMENTOOttimo con preparazioni di carne a lunga cottura come brasati, stracotti e carne in umido. Perfetto con formaggi stagionati.
VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO
Le uve sono state raccolte a mano in casse da 15 Kg. All’arrivo in cantina, i grappoli sono stati stati selezionati con cura su un doppio tavolo di cernita, prima e dopo la diraspatura. Dopo una pigiatura soffice, la vinificazione è proseguita in parte in vasche di acciaio inox e parte in botti di rovere troncoconiche. A guidare nella scelta la provenienza dal vigneto: ogni parte del Masseto è stata infatti vinificata separatamente.. Dopo una fermentazione a temperature intorno a 25-28 °C, è seguita una macerazione di circa 15-18 giorni a 28°C.
La fermentazione malolattica è avvenuta in barriques di rovere francese (al 100% nuove). L’affinamento è durato complessivamente 24 mesi in ambiente a temperatura controllata presso labarricaia di Masseto. Dopo i primi 12 mesi di affinamento, è stato effettuato l’assemblaggio, e il vino è stato poi reintrodotto nelle barriques per ulteriori 12 mesi. Successivamente all’imbottigliamento il vino è stato quindi sottoposto ad un’ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi prima dell’immissione sul mercato.
PREMI E RICONOSCIMENTI
Wine Advocate USA: 97/100
Wine Spectator USA: 98/100
Gambero Rosso "vini d'Italia" Italia: 3 bicchieri rossi
Luca Maroni Italia: 88/100
Espresso Italia: 18/20
Falstaff Austria: 98
Decanter UK: 5 stelle - punteggio massimo
Veronelli Italia: 92/100
Veronelli Italia: 94/100
 
 



 
 
 
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