Marchesi Antinori -Tignanello 2001 Lt.0,750 - enoteca il battello ebbro

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Marchesi Antinori -Tignanello 2001 Lt.0,750

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MARCHESI ANTINORI - Tignanello 2001 Lt.0,750
 
 
L'AZIENDA
La famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell' Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio.
Oggi la società è diretta dal Marchese Piero Antinori, con il supporto delle tre figlie Albiera, Allegra e Alessia, coinvolte in prima persona nelle attività aziendali. Tradizione, passione ed intuizione sono state le qualità trainanti che hanno condotto i Marchesi Antinori ad affermarsi come uno dei principali produttori italiani di vini.
Ogni annata, ogni terreno, ogni idea che si voglia mettere in atto è un nuovo inizio, una nuova ricerca di margini qualitativi sempre più elevati. Come ama dire il Marchese Piero: “ le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo ”. Alle tenute di Toscana e Umbria, patrimonio storico della famiglia, si sono aggiunti con il tempo investimenti in altre aree vocate per la produzione di vini di qualità sia in Italia che all'estero, dove si potesse intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione di nuovi “terroir” ad alto potenziale vitivinicolo.
La Marchesi Antinori esprime la propria passione per la viticoltura cercando margini di miglioramento sempre più sottili. Per questo si effettuano continui esperimenti nei vigneti e cantine con selezioni di cloni di uve autoctone ed internazionali, tipi di coltivazioni, altitudini dei vigneti, metodi di fermentazione e temperature, tecniche di vinificazione tradizionali e moderne, differenti tipologie di legno dimensioni ed età delle botti, e variando la lunghezza dell'affinamento in bottiglia.
"Abbiamo dimostrato, negli anni, che in Toscana ed Umbria c'era la possibilità di produrre vini di qualità, riconosciuti a livello internazionale, che potessero mostrare eleganza e finezza mantenendo sempre il carattere originario.La nostra biblioteca ha molti titoli, ma per noi non è abbastanza ricca. Abbiamo una missione che non è del tutto compiuta, il che ci spinge ad esprimere il vasto potenziale dei nostri vigneti e a conciliare il nuovo che rimane da scoprire con il patrimonio del gusto toscano che include tradizione, cultura, agricoltura, l'artistico ed il letterario che infatti rappresentano l'identità della Marchesi Antinori, di cui uno dei maggiori punti di forza sta nel fatto di essere toscana, o, se preferite, la nostra 'toscanità'." Piero Antinori
La famiglia Antinori è parte, fin dalla sua fondazione, di PFV, "Premum Familiae Vini", un'associazione informale di aziende vinicole proprietà di una famiglia. PFV va oltre i confini geografici e mantiene un comune legame: quello della proprietà dei vigneti e della produzione di vino come attività familiare da coltivare ed affinare, come un grande vino, nel tempo.
TENUTA TIGNANELLO
è situata tra le valli della Greve e di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, tra i piccoli borghi di Montefiridolfi e Santa Maria a Macerata, 30 km a sud di Firenze. In questi i 127 ettari di vigneto la famiglia Antinori ha più che altrove esperesso la propria filosofia produttiva: conciliare la tradizione e la modernità creando vini autenticamente legati alla propria terra di origine.
Solaia e Tignanello, i due vini icona della tenuta, sono stati definiti dalla stampa internazionale “tra i vini più influenti nella storia vitivinicola italiana” e sono simbolo costante per la famiglia Antinori di una sfida inesauribile, alimentata da una pura passione.
VIGNETI
I vigneti sono divisi in piccoli appezzamenti che includono due gioielli: i 57 ettari di vigneto Tignanello e i contigui 20 ettari del vigneto Solaia. I terreni della Tenuta, di origine pliocenica, tendenzialmente magri, di scarsa dotazione idrica e con scheletro ricco di alberese e galestro, costituiscono una specificità unica, che, insieme alla particolare posizione dei vigneti, posti ad una altezza media di 350-400 m s.l.m., hanno permesso di ottenere prodotti dallo spiccato carattere e dall’accentuata eleganza: le uve godono di giorni caldi e notti fresche durante la stagione della crescita.
Le uve piantate a Tignanello comprendono la varietà autoctona Sangiovese e i non tradizionali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Esiste anche una piccola quantità di uve bianche, Malvasia e Trebbiano, che vengono utilizzate per la produzione di Vin Santo. Altre uve non tradizionali a Tignanello includono piccole quantità di Syrah e Merlot, che furono piantate a scopo di sperimentazione negli anni Settanta.
La proprietà include anche 37 ettari a uliveto per la produzione di piccole quantità di olio extra vergine.
SPERIMENTAZIONE
Dagli inizi degli anni settanta la Tenuta Tignanello è stata un po' il "laboratorio" per le sperimentazioni vitivinicole di Antinori. Il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc erano stati sperimentati da Antinori inizialmente negli anni Venti, poi furono abbandonati durante la Seconda Guerra Mondiale, ripiantati negli anni Sessanta e cominciati ad utilizzare commercialmente dagli anni Settanta. Nella viticoltura la ricerca si è impostata sull'ottenimento di uve con maggior concentrazione e tannini morbidi, intervenendo sulla densità d'impianto oppure attraverso la pratica delle potature e della selezione di Sangiovese.
In campo enologico le linee guida si sono dirette verso l'ottenimento di vini con una personalità ben definita, attraverso fermentazione in tini di legno, pressature e movimentazioni soffici e poco traumatiche per le uve e fermentazioni malolattiche svolte in barrique. In questa direzione vanno anche tutte le nuove pratiche agronomi che stiamo mettendo in atto e che sono il risultato di oltre 30 anni di esperienza sul Sangiovese a Tignanello: in quest'area del tutto particolare per la sua altitudine, per l'esposizione, per il microclima e per il terreno, il Sangiovese si esprime esaltando al massimo le sue caratteristiche, ma con il rischio di una non piena maturità, che può portare ad avere tannini un po' troppo "nervosi".
Per ridurre ogni limite di espressione del Sangiovese stiamo utilizzando le rocce di Alberese presenti nel terreno.
Queste rocce bianche sono state prima frantumate e poi disposte sotto il filare generando una serie di vantaggi: maggior irraggiamento sulle uve grazie alla riflessione della luce sulle pietre, assenza di erbe infestanti, maggiore vicinanza tra fascia produttiva e terreno. Le uve producono un vino con tannini più morbidi e rotondi, mantenendo la complessita e la struttura tipica del Sangiovese.
CANTINE
La cura sartoriale guida anche l'aspetto enologico: Tignanello e Solaia, infatti, hanno cantine di vinificazione e affinamento dedicate. La cantina di vinificazione, che è stata completamente rinnovata nel 2008, si trova nel vecchio edificio adiacente alla Villa e nel sottosuolo ci sono le cantine di affinamento in barrique.
Le cantine di vinificazione sono state pensate per poter consentire la cura dei dettagli e delle sfumature determinanti. Questo è possibile grazie alle attrezzature, strumenti, materiali moderni e certamente alla sensibilità umana.
È stata realizzata una zona ricevimento destinata unicamente alle uve del Solaia: dopo la diraspatura viene fatta una cernita manuale su nastro, “chicco a chicco”; gli acini vengono poi caricati sul serbatoio, sulla cui sommità c’è un “gruppo pigiante”, per cui le uve vengono pigiate e trasferite nei serbatoi contestualmente. serbatoi contestualmente.
Sono stati scelti dei piccoli serbatoi troncoconici (da 60 Hl.) perché permettono di fare le follature senza interventi pesanti sul cappello di vinacce e quindi una lavorazione particolarmente delicata. Dopo la vinificazione, il vino passa direttamente alle cantine sotterranee di affinamento per caduta, sfruttando la gravità.
La cantina di affinamento in cui si trovano le barriques di Solaia, dal classico soffitto in pietra con volte a crociera, nasce insieme alla struttura originaria della Villa, risalente al XVI secolo; mentre la cantina dedicata a Tignanello è un ampliamento successivo, realizzato e dedicato espressamente al suo afinamento in legno
TIGNANELLO 2001
Toscana IGT
Tenuta Tignanello
E' stato il primo Sangiovese ad essere affinato in barrique, il primo vino rosso moderno assemblato con varietà non tradizionali (quali il Cabernet), e tra i primi vini rossi nel Chianti a non usare uve bianche. Tignanello è una pietra miliare. E' prodotto con una selezione di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Dopo un affinamento in barriques per 12 mesi circa, il vino riposa in bottiglia per un ulteriore anno di affinamento.
Uvaggio85% Sangiovese, 10% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc
ClimaLe fasi iniziali della primavera sono state contraddistinte da una certa piovosità e da temperature leggermente superiori alle medie stagionali, che hanno favorito un lieve anticipo nella data del germogliamento rispetto alla media. Il successivo andamento climatico, caratterizzato da normali condizioni di temperatura e piovosità, ha di fatto determinato una ottima fioritura e conseguente relativa allegagione. La piovosità che ha caratterizzato la prima parte del periodo estivo, ha permesso il mantenimento di un buon equilibrio vegetativo delle piante anche nel mese di agosto; nonostante le alte temperature giornaliere, infatti, le notti sono state molto fresche e si è potuta constatare una completa invaiatura di tutte le varietà. Di conseguenza anche l'andamento dei processi di maturazione delle uve sono proseguiti in maniera ottimale senza arresti, garantendo un presupposto per una eccellente vendemmia.
VinificazioneLa tecnica di vinificazione delle uve provenienti dal vigneto di Tignanello anche in questa vendemmia ha seguito la tradizione.
Le uve di Sangiovese sono state raccolte il 27 settembre mentre le uve di Cabernet il 3 di ottobre. Durante la macerazione è stato necessario lavorare in modo differenziato le uve di Sangiovese e Cabernet. Le uve di Sangiovese erano molto ricche in tannini e la macerazione è stata condotta con tecniche molto delicate evitando di enfatizzare l'astringenza, allo stesso tempo si è potuto prolungare i tempi di contatto tra mosto e bucce per aumentare la struttura.
Le uve di Cabernet, molto equilibrate in termini di tannino e colore, hanno permesso tecniche di macerazione più decise, garantendo gli stessi risultati in termini di equilibrio e struttura.
La fermentazione alcolica per entrambe le tipologie di uva è stata condotta nei tradizionali tini di legno ad una temperatura non superiore ai 30°C.
La fermentazione malolattica si è completata entro il mese di dicembre in barriques nuove, tenendo ancora le due varietà separate.
L'assemblaggio delle due varietà è avvenuto all'inizio del 2002 ed il vino è stato immediatamente reintrodotto nei fusti di rovere francese di un anno di età.
Durante l'affinamento in barriques, durato circa 14 mesi , il vino è stato travasato alcune volte secondo le necessità. Ha fatto seguito un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia per 12 mesi in locali condizionati.
Alcol: 13,5% vol.
AbbinamentoPiccione ladderlato, pollo allo spiedo, lingua di bue brasata,fagiano al forno
DATI STORICI
Tignanello è prodotto esclusivamente dall'omonimo vigneto che si trova su un terreno di 47 ettari esposto a sud-ovest, di origine calcarea con elementi tufacei, ad un'altezza tra i 350 e i 400 metri s.l.m. presso la Tenuta di Tignanello. E' stato il primo Sangiovese ad essere affinato in barrique, il primo vino rosso moderno assemblato con varietà non tradizionali, quali il Cabernet, e tra i primi vini rossi nel Chianti a non usare uve bianche. Tignanello, in origine "Chianti Classico Riserva vigneto Tignanello" è stato vinificato per la prima volta da un unico vigneto con l'annata 1970, quando conteneva il 20% di Canaiolo e il 5% di Trebbiano e Malvasia, ed era affinato in piccole botti di rovere. Con l'annata 1971 è diventato vino da tavola di Toscana ed è stato chiamato Tignanello e con l'annata 1975 le uve bianche sono state totalmente eliminate. Dal 1982 la composizione è rimasta la stessa di quella attuale. Tignanello viene prodotto soltanto nelle annate migliori; non è stato prodotto nel 1972, 1973,1974, 1976, 1984 e 1992.
NOTE DEGUSTATIVE
Il vino presenta una buona complessità aromatica legata all'espressione varietale del Sangiovese e alle note di legno derivanti dall'affinamento. Al palato si presenta pieno e persistente con tannini dolci e morbidi.
Il colore è un rosso rubino splendido e intenso con sfumature appena accennate di granata sull'unghia e l'alcol sembra ben disporsi sulle pareti del calice. Al naso è stupendo, vengo infatti colpito da profumi complessi di ogni tipo, frutta a bacca rossa e di sottobosco, legno di cedro, tabacco, marmellate e confetture, spezie come la cannella, ma la sensazione che più mi azzanna è il sentore di prugna disidratata. Il naso è qualcosa di abissale profondità, raffinatezza allo stato puro che, minuto dopo minuto, si concede regalando aromi di frutti di bosco, caffè, cacao amaro, liquirizia, cola, tamarindo, essenze vegetali ed una esplosività balsamica che si fondono tutte insieme attraverso una reazione alchemica di difficile comprensione per noi umani.
Ottimo al palato, grazie all’acidità e alla strutturata morbidezza dei tannini. Il retrogusto è ricco, sapido e caratterizzato da una dolce persistenza. L'ingresso in bocca è veramente entusiasmante. Soave, sublime, morbido, elegante, super, lungo, persistente, complesso, infinito, piacevole, pratico, corposo, avvolgente, invitante, fragrante.
La sensazione è a dir poco impagabile, si apre sul palato in una maniera sublime e tutto quello che c'è al naso lo si riscontra in bocca. Alla gustativa conferma la sua magia, corpo, equilibrio e persistenza da applausi sono tutte note dello stesso spartito gustativo. Una delle cose che più sorprende è la bellissima acidità che ancora riesce ad esprimere, segno palpabile della sua longevità. Più vivo che mai si lascia bere con una facilità sorprendente, non ci si senti mai sazi e mai stanchi ma solo appagati. Bellissimo in tutte le sue molteplici sfaccettature. 
PREMI ALL'ANNATA
ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Oct. 2004 "Duemilavini 2005: "Cinque Grappoli"
Silver award
DECANTER WORLD WINE AWARDS UK: Silver award
"Vino dell'Eccellenza"
ESPRESSO October 2004 I Vini d'Italia 2005: "Vino dell'Eccellenza"
LUCA MARONI - Nov.2004 "Best Italian Wines 2005" guide 2004: "Best Italian Wines 2005"
THE WINE NEWS April/May 2004 U.S.A.: 94/100
WINE ADVOCATE April 2006 U.S.A.: 93/100
WINE ENTHUSIAST Nov. 2006 U.S.A.: 93/100
WINE SPECTATOR Oct. 2004 U.S.A.: 91/100

 
 



 
 
 
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