Gaja - Conteisa 1996 Lt.0,750 - enoteca il battello ebbro

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Gaja - Conteisa 1996 Lt.0,750

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GAJA - Conteisa 1996 Lt.0,750

 
 
GAJA
Cantina che non ha bisogno di presentazioni tale è la sua storia e la sua fama, quella di Angelo Gaja è una griffe che ormai da decenni rappresenta il meglio non solo del vino italiano ma di tutto il Made in Italy. Angelo, insieme al costante supporto della moglie Lucia, dei figli Gaia, Rossana e Giovanni, è riuscito ad affermarsi in tutto il mondo grazie ad un impegno ed una visione che hanno letteralmente plasmato non solo il Barbaresco ma tutto il mercato degli ultimi decenni. Nella cantina nel centro del paese nascono vini che sono diventati di culto per ogni appassionato. Vini rossi e bianchi che dimostrano una classe sopraffina ed una longevità unica. Vini che sanno coniugare tradizione e modernità come probabilmente nessun altro e che nel bicchiere svelano tutta la loro naturale eleganza.
La famiglia Gaja si stabilì in Piemonte a metà del XVII secolo. Quattro generazioni si sono succedute nella produzione del vino da quando Giovanni Gaja, nel 1859, fondò la cantina, a Barbaresco, nelle Langhe. Angelo, figlio di Giovanni, costituisce la seconda generazione. Sposò Clotilde Rey, a cui si attribuisce tradizionalmente il merito di aver imposto in azienda l’attuale filosofia produttiva, orientata verso il vino di alta qualità. L'esponente della terza generazione fu Giovanni Gaja, figlio di Clotilde ed Angelo Gaja, scomparso nel 2002. Angelo Gaja, l'attuale titolare, entrò in azienda nel 1961 e fece proprie le scelte che erano già di suo padre e di suo nonno. Ha operato per diffondere e affermare la conoscenza del Barbaresco sui mercati esteri.
La cantina Gaja nasce nel 1859 a Barbaresco, nel cuore delle Langhe, ed è da sempre riconosciuta come uno dei nomi-simbolo nella produzione di Barbaresco.
Dal fondatore Giovanni sino ad Angelo Gaja, questa famiglia ha saputo imporsi nel panorama vinicolo mondiale grazie ad una ricetta ben precisa: la ricerca della qualità.
Il Piemonte è una delle regioni più vocate per la produzione di grandi vini, dove il Nebbiolo assume spesso i contorni della poesia. Ma il terreno ovviamente non basta, è necessaria la passione e la competenza di grandi uomini.
E il nome Gaja fa certamente parte di questa categoria. Angelo Gaja, negli anni '60, ha avuto il merito di rinnovare le tradizioni e importare nuove tecniche produttive: dall'abbattimento della produzione per ettaro ad un controllo maggiore della temperatura di fermentazione, da un attento utilizzo della barrique al passaggio di tappi più lunghi. In questo modo, Gaja ha saputo restare al passo con i tempi, senza cadere nell'errore di fossilizzarsi nel solco della tradizione.
Un successo, quello di Gaja, costruito con intelligenza e intuizione, ereditato dal rigore e dai sacrifici dei predecessori e sviluppato e consolidato negli ultimi decenni grazie alla formidabile guida di Angelo.
Giovanni Gaja, padre di Angelo, già nel 1937 aveva avuto una felice intuizione, creando l'etichetta Gaja con il nome dell'Azienda alto e ben visibile rispetto al nome del vino: quell'etichetta ancor oggi contraddistingue il marchio Gaja nel mondo. Il Langhe Sito Moresco, nato dal felice connubio di Nebbiolo con una piccola parte di Barbera e Merlot, è un vino equilibrato, profumato, elegante, con tannini fini e sontuosi nel finale...una vera armonia!
Il passato come esperienza, il futuro come obiettivo: così Gaja ha costruito intorno a sé l'immagine di un marchio forte e imprescindibile, simbolo della grandezza del Barbaresco e di un vino che sa raccontare la poesia del proprio territorio nel bicchiere. 
CONTEISA 1996
La parola piemontese "conteisa" richiama una disputa durata oltre 100 anni fra i comuni di La Morra e Barolo per il possesso dell'area di Cerequio, una controversia che venne definita con un accordo nel 1275. È dai vigneti di quest’area che nasce uno dei vini rossi più famosi di Angelo Gaja: un nebbiolo, con una piccola quota di barbera, che matura per un anno in barrique di secondo e terzo passaggio e che nel bicchiere si svela in tutta la sua eleganza e stoffa.
Questo vino rappresenta l'essenza del terroir con le sue spiccate note floreali, un profumo speziato di bacche rosse, prugne e liquirizia. La sua consistenza vellutata e la natura stessa della raffinatezza si uniscono in modo armonioso con i tannini perfettamente integrati e delicati.
Altro grande vino, altra curiosità sul nome che porta. In dialetto piemontese la parola Conteisa, che in italiano sarebbe contesa, riporta alla mente la controversia che ci fu, per più di mille anni e risolta infine nel 1275, tra i comuni di Barolo e La Morra per il predominio della zona di Cerequio, come da tracce conservate nell’archivio comunale di La Morra. Quasi tutti i vigneti della proprietà in quel di La Morra, acquistata da Gaja nel 1995, si trovano proprio nel famoso cru (termine che sta ad indicare un singolo vigneto con le proprie caratteristiche particolari) Cerequio, tra i migliori di tutta la zona grazie alla favorevole esposizione a sud dei filari.
Conteisa risente fortemente dell‘ influenza del territorio di Cerequio il vino mostra un naso pieno, dolce e maturo con associazione di prugna, mora, catrame, liquirizia e spezie. Tessuto sontuoso, corpo pieno con frutto concentrato e carattere molto accessibile grazie alla perfetta amalgama tra il tannino e gli altri componenti del vino. Estremamente longevo.
Caratterizzato dal tipico colore rosso granato scuro, gode di un naso decisamente intenso, sottolineato da note fruttate, speziate e dai chiari rimandi al sottobosco, tra cui mirtilli, cacao, incenso e liquirizia. All’assaggio è vigoroso, strutturato e con tannini vivaci ma in perfetto equilibrio gustativo.
Conteisa risente fortemente dell‘ influenza del territorio di Cerequio il vino mostra un naso pieno, dolce e maturo con associazione di prugna, mora, catrame, liquirizia e spezie. Tessuto sontuoso, corpo pieno con frutto concentrato e carattere molto accessibile grazie alla perfetta amalgama tra il tannino e gli altri componenti del vino. Estremamente longevo.
Con tagliata di Fassona piemontese, capretto arrosto, primi con ragù di carne o anche con tagliere di salumi e formaggi stagionati.
Vino rosso robusto e importante, con note di prugna, di more e liquirizia, intenso, di grande carattere e personalità che si presta a invecchiare anche più di 20 anni
Uvaggio : 92% Nebbiolo,8%Barbera.
Gradazione alcolica : 13,5%.
Profumo : pieno, dolce e maturo con associazione di prugna, more, catrame, liquirizia e spezie. Un profilo olfattivo compatto che con il passare dei secondi esprime note anche di caffè e di tabacco.
Gusto : corpo pieno con frutto concentrato e carattere molto accessibile grazie alla perfetta amalgama tra il tannino e gli altri componenti del vino.  In bocca è suntuoso, pieno e articolato. Un certo calore ed una trama tannica ben definita ne delineano il tratto fino ad una chiusura di impeccabile lunghezza.
Colore : rosso rubino con riflessi granato. 
Abbinamenti gastronomici : A tutto pasto, il “Conteisa” è rosso che si esalta con piatti importanti e strutturati. Brasati, arrosti, anche di cacciagione, formaggi a pasta dura. Arrosti misti carni rosse,formaggi stagionati. Tome (formaggi stagionati e piccanti) e arrosti di carni bianche in gioventu‘; salmi‘ e carni in umido, selvaggina da piuma se invecchiato, piatti tartufati .
Temperatura di servizio: 18-20 °C
Tempo decantazione: 1 ora
PREMI E RICONOSCIMENTI
Robert Parker's Wine Advocate: 93-95 punti
Wine Spectator: 93 punti
Stephen Tanzer's International Wine Cellar: 91 punti

 
 



 
 
 
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