Coppo - Pomorosso 2005 Barbera D'Asti d.o.c. Lt.0,750 - scheda - enoteca il battello ebbro

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Coppo - Pomorosso 2005 Barbera D'Asti d.o.c. Lt.0,750 - scheda

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COPPO - Pomorosso Barbera D'Asti 2005 d.o.c. Lt.0,750

DA OLTRE 120 ANNI
Una storia di tradizione e coraggiosa visione del futuro
La storia dell’azienda Coppo si intreccia in modo inestricabile a quella del vino piemontese, in particolare allo sviluppo di Canelli, patria e capitale dello spumante italiano, ancora oggi uno dei più importanti poli vitivinicoli italiani.
Una storia di tradizione e coraggiosa visione del futuro, di sacrificio e innovazione. Un racconto che dimostra l’amore incondizionato dei Coppo per i luoghi d’origine, i vitigni da sempre coltivati in Piemonte e la lunga tradizione familiare.
Le origini dell’azienda risalgono al 1892 e per oltre 120 anni seguono le vicende della famiglia, oggi ancora unica proprietaria. La capacità, sin dalle sue origini, di condurre le vigne di proprietà e di vinificare e di imbottigliare l’uva prodotta sotto il proprio marchio fanno della cantina Coppo una delle più antiche realtà vitivinicole d’Italia. Tanto che, nel 2012, Unioncamere ha inserito l’azienda nel registro nazionale delle imprese storiche con più di un secolo anni di ininterrotta attività nel medesimo settore merceologico.
LO STILE DI CASA COPPO
Armonia ed eleganza, cura del dettaglio e ricerca della qualità senza compromessi
I vini di Coppo interpretano da sempre la tradizione vitivinicola del Piemonte e raccontano una storia di duro lavoro per perseguire un unico obbiettivo: l’eccellenza.
Per questo ogni processo è seguito con passione e scrupolosità da agronomi, enologi e cantinieri specializzati, il cui compito è quello di garantire il massimo rispetto per il vitigno e l’ambiente, sviluppando e portando all’eccellenza la personalità e le caratteristiche che ciascun frutto sa esprimere.
“Ci piace pensare che i nostri vini lascino un retrogusto emozionale. Non si tratta di una nota organolettica, ma di una sensazione capace di risvegliare in noi il ricordo di un momento felice.”
FRESCHEZZA E PERSONALITÀ
Lo stile dell’azienda privilegia alla potenza la finezza, nella convinzione che ogni vino, sia esso una Riserva o un vino più giovane, debba dimostrare la sua distintiva personalità e il suo carattere, pur conservando una grande piacevolezza.
La ricerca della fragranza e di una “spensierata” freschezza, si esprime al meglio nei vini della linea giovane, che siano lo Chardonnay Costebianche o la Barbera L’Avvocata, il Gavi La Rocca o lo Spumante Metodo Classico Luigi Coppo.
I grandi vini prodotti dall’azienda, dal Pomorosso alle Riserve della Famiglia, dal Monteriolo al Barolo, fino agli spumanti Metodo Classico Riserva Coppo e Piero Coppo, sono caratterizzati da eleganza, finezza e da una sorprendente capacità di resistere al tempo. Come ogni grande vino, la loro nota distintiva è di non perdere mai godibilità e facilità di beva, pur mantenendo grande complessità e carattere.
PIONIERI DELLA “NUOVA” BARBERA
Negli anni ’80 le cantine Coppo si fanno protagoniste di una “svolta” decisiva. Le Barbera prodotte dall’azienda – tutte dall’altissimo profilo qualitativo – cominciano a scardinare quella diffusa convinzione che aveva fino ad allora relegato questo vino a prodotto quasi esclusivamente regionale, certamente di largo consumo, ma con rare espressioni di eccellenza.
Una conduzione della vigna volta a contenere le rese, la raccolta delle uve al loro giusto grado di maturazione e l’introduzione delle barriques per la fase della maturazione divennero i fattori decisivi della riaffermazione della Barbera, regalandole un respiro più ampio, una complessità e una ricchezza in grado di competere con i più nobili rossi nazionali.
Fu in quegli anni che la Barbera d’Asti Pomorosso vide la sua prima vendemmia (1984) e si affermò come una delle punte di diamante della sua tipologia.
Oggi, a distanza di trent’anni, il Pomorosso è considerata un’etichetta paradigma, precorritrice della nuova storia della Barbera.
I NOSTRI VINI
Storia, orgoglio ed eleganza
La produzione dell’azienda si incentra oggi per la maggior parte sulla Barbera, gli spumanti Metodo Classico, lo Chardonnay e il Moscato d’Asti, che si può fregiare della dicitura «Canelli», sottozona di recente creazione che sottolinea l’eccellenza dei Moscati prodotti in questa area.
La gamma prodotta dall’azienda contempla inoltre alcune tra le più classiche Docg della tradizione piemontese, dal Gavi al Barolo, che Coppo, in virtù della sua storicità, ha diritto a vinificare fuori dalla zona di produzione.
La storia, l’orgoglio piemontese e l’aspirazione all’eleganza, sono la cifra distintiva impressa dalla famiglia Coppo in ognuno dei suoi prodotti.
“A volte bisogna avere il coraggio di non produrre un vino”
ESSENZIALI PER NATURA
La nostra terra
L’azienda Coppo si estende su circa 52 ettari di vigneto, suddivisi tra proprietà, affitto e conduzione, il cui nucleo principale è ubicato nel Monferrato, nella zona sud del Piemonte. Nell’area di Canelli, vengono coltivati l’antico e pregiato Moscato Bianco e il Pinot Nero, da cui otteniamo lo spumante Metodo Classico Riserva Coppo.
Da Agliano Terme e Castelnuovo Calcea, nel cuore della sottozona Nizza, provengono invece le Barbere più prestigiose dell’azienda, tra cui il Pomorosso e la Riserva di Famiglia.
L’azienda inoltre conduce, a partire dalla metà degli anni ’80, la tenuta La Rocca in località Monterotondo di Gavi.
Qui viene prodotto il Gavi La Rocca ottenuto da uve Cortese, vitigno autoctono tra i più antichi di questa regione.
Se il Gavi viene vinificato all’interno della zona di produzione, in ottemperanza a quanto prescritto dalla Docg, per quanto concerne il Barolo, l’azienda, in deroga al suo disciplinare, è autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole a vinificare fuori dall’area di denominazione. Solo a pochissime aziende storiche è concesso tale privilegio: è infatti necessario dimostrare una vinificazione del Barolo antecedente l’avvento della Docg, che, di regola, impone la vinificazione all’interno della zona produttiva.
Si può fare un pessimo vino a partire da un’uva eccellente. Ma non si potrà mai fare un vino eccellente a partire da una pessima uva
Canelli (Moscato)CANELLI (MOSCATO) Canelli (Moscato)CANELLI (MOSCATO) Canelli - Serra Masio (Moscato)CANELLI - SERRA MASIO (MOSCATO) Canelli (Moscato)CANELLI (MOSCATO) Canelli - Serra Masio (Pinot Nero)CANELLI - SERRA MASIO (PINOT NERO) Agliano TermeAGLIANO TERME Agliano Terme - Vigna PomorossoAGLIANO TERME - VIGNA POMOROSSO Agliano TermeAGLIANO TERME Castelnuovo CalceaCASTELNUOVO CALCEA Castelnuovo CalceaCASTELNUOVO CALCEA Castelnuovo CalceaCASTELNUOVO CALCEA Castelnuovo CalceaCASTELNUOVO CALCEA
AGRICOLTURA INTEGRATA E TECNICHE BIODINAMICHE
La qualità dei vini nasce, prima di ogni altra cosa, in vigna: è questa convinzione che, da oltre un secolo, guida l’azienda Coppo. Che i terreni siano di proprietà o in conduzione, ogni appezzamento è stato selezionato ricercando il terroir che valorizzasse le caratteristiche del vitigno allocato, privilegiando l’aspetto qualitativo delle uve piuttosto che quello quantitativo. La filosofia applicata è semplice: massimo rispetto per la vigna, il suolo e l’ambiente circostante.
L’azienda Coppo aderisce, dal 2001, ad un protocollo ufficiale di agricoltura integrata che prevede l’utilizzo di pratiche agronomiche a basso impatto ambientale. Coppo va ben oltre tale normativa e da diversi anni ha deciso di seguire una filosofia e una prassi agronomica che, pur non essendo ufficialmente certificata biologica o biodinamica, prevede maggior rispetto possibile per l’ambiente nel quale opera.
Un cammino graduale verso la riduzione o la rinuncia totale a pratiche invasive, che prevedano l’utilizzo di prodotti difficilmente degradabili, cercando di salvaguardare l’integrità territoriale e la biodiversità del vigneto in ogni suo aspetto. Pratichiamo l’inerbimento e la concimazione avviene utilizzando soltanto composti organici (letame, stallatico, humus) o misto-organici autorizzati in agricoltura biologica.
Nella lotta alle malattie tradizionali della vite, si utilizzano preferibilmente prodotti tradizionali quali zolfo e rame o preparati a base di oli essenziali, utilizzati abitualmente nell’agricoltura biodinamica.
In vigna vengono seminate la brassica (una specie di senape), il trifoglio, il favino e l’orzo. Ognuna di queste essenze ha caratteristiche e qualità particolari. Attraverso la successiva pratica del sovescio, siamo perciò capaci di sfruttare i loro specifici effetti sul terreno e le vigne, al fine di equilibrarne ed aumentarne la vitalità. L’obbiettivo è quello di creare un ambiente ospitale per le viti rendendole in grado di difendersi da sole.
Al fine di ridurre gli insetticidi di sintesi, viene impiegato il feromone, una sostanza naturale, capace di disorientare alcuni insetti provocandone la confusione sessuale ed impedendone la proliferazione.
Per Coppo, il giusto approccio è fare quello che si può fare, migliorando giorno per giorno, credendo in quello che viene fatto, con il giusto realismo di chi lavora e rispetta terra, per costruire solide realtà sostenibili dal punto di vista pratico e non solo teorico.
LE STORICHE CANTINE COPPO
Cattedrali sotterranee, Patrimonio Mondiale dell’Umanità
Le storiche cantine Coppo sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un riconoscimento prestigioso, che riempie l’azienda di orgoglio e che fa delle Cattedrali Sotterranee un tempio dedicato al vino, alla sua storia e al duro lavoro dell’uomo.
Edificate con ogni probabilità a partire dal XVIII secolo come piccole cantine di conservazione, rimaneggiate e ingrandite nel corso dell’ ’800 e del ‘900 fino alle ristrutturazioni e alle sistemazioni moderne, le storiche cantine Coppo si sviluppano sotto la collina di Canelli per un’estensione di oltre 5 mila metri quadrati e una profondità che, nel suo punto più basso, raggiunge i 40 metri.
Recentemente ribattezzate “Cattedrali Sotterranee”, per la loro spettacolare bellezza, la loro unicità e storicità, sono composte da gallerie, cunicoli, lunghi corridoi e ampie volte valorizzate da un sapiente gioco di luci che sottolinea il monumentale lavoro di scavo e mette in risalto, in alcuni punti, il tufo di Canelli che affiora mostrando il cuore della collina.
Oltre alla bellezza dell’impianto, il tufo calcareo di Canelli è un prezioso alleato: duro da picconare e incredibilmente stabile, funge da perfetto isolante termico, mantenendo un’umidità costante e una temperatura tra i 12 e i 14 gradi, condizioni ideale per l’affinamento dei grandi vini.
Per questo, a partire dalla seconda metà dell’800 e durante i primi anni del XX secolo, sotto la città di Canelli vennero scavati diversi chilometri di gallerie. Il sottosuolo divenne un vero “monumento enoico”, testimonianza di come l’architettura è in grado di adeguare i luoghi del vino alle trasformazioni e alle esigenze del ciclo produttivo.
Nelle gallerie non avveniva soltanto lo stoccaggio e l’affinamento dei vini, ma l’intero processo di vinificazione i cui resti (presse, sistemi di filtraggio, tini, botti, macchinari) sono ancora oggi visibili a tangibile ricordo di un tempo passato.
BARBERA D’ASTI DOC POMOROSSO 2005
Il vino deve il suo nome alla presenza, sulla sommità della vigna originaria, di un albero di mele rosse. Senza dubbio la Barbera più prestigiosa tra quelle prodotte da Coppo ha contribuito in modo essenziale alla rinascita di questo vitigno. Il Pomorosso, prodotto solo nelle annate di grande valore qualitativo, proviene da un suolo di origine sedimentaria marina, caratterizzato da una forte presenza di minerali che donano al vino grande finezza, mineralità e longevità.
La Barbera d’Asti Pomorosso dimostra finezza ed eleganza sorprendenti. La ricchezza dei sentori di frutta è accompagnata da una sottile nota minerale.
Rosso rubino carico con riflessi nerastri, limpidoe di grande consistenza. Il naso è discretamente fine e si apre lentamente nel bicchiere con profumi di spezie da legno, cioccolato, liquirizia e piccola frutta rossa, ciliegia. In bocca è strutturato, già in buon equilibrio tra parti dure e parti morbide, intenso e di buona lunghezza. Raccolta delle uve a inizio ottobre, con fermentazione in acciaio a temperatura controllata e molti rimontaggi per circa 10 giorni. Maturazione in barrique nuove per 14 mesi e affinamento in bottiglia per almeno altri 6 mesi.
VitignoBarbera
Gradazione Alcolica: 13,5%
Prima annata prodotta1984
Area di produzionesud astigiano
Esposizionesud – sud est
Tipo di terrenomarne argilloso-calcaree, lo scheletro del suolo rivela presenze di gesso, conglomerati ferrosi e una modesta quantità di carbonato di calcio
Altitudine vigneti200 m s.l.m.
Forma di allevamentoGuyot
Densità d’impianto5.500 piante per Ha
Vendemmiaselezione in vigneto delle uve più sane e mature raccolte a mano in cassette da 20 Kg
Vinificazionemacerazione a contatto delle bucce con brevi e delicati rimontaggi
Malolattica100% svolta
Affinamento14 mesi in barriques
Colorerosso porpora intenso
Al nasointensi profumi di viola, mora e ciliegia, profumi di tabacco e spezie, chiusura minerale di grafite
In boccastrutturato ed avvolgente
Abbinamentistracotto di vitello al Barbera, Fagiano in salmì, formaggi stagionati, secondi a base carni rosse, selvaggine
Temperatura di servizio18° C.
Formati0,375 l. – 0,750 l. – 1,5 l. – 3 l. – 
PREMI E RICONOSCIMENTI
Vini d'Italia Gambero Rosso: tre bicchieri

Coppo - Pomorosso 2005 Barbera D'Asti d.o.c. Lt.0,750

Coppo - Pomorosso 2005 Barbera D'Asti d.o.c. Lt.0,750

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